Simone Foschi

Questa è la maxi-storia di come la mia vita sia cambiata, capovolta, sottosopra sia finita seduto su due piedi, qui con te ti parlerò di Simo un semplice informatico, supersimo di Boschetto.

Early times

Col commodore 64 che portò a casa mio babbo nel lontano 1980 e qualcosa, creai la mia prima mongolfiera in Basic.

Niente di ché, dovevo solo trascrivere delle istruzioni incomprensibili nella memoria di quel computer e tenere d’occhio il televisore di casa a tubo catodico. Scritte bianche su sfondo blu elettrico. Quasi accecante.

Venne fuori una mongolfiera a quadratoni, di colori fluorescenti che si muoveva dall’angolo in basso a destra all’angolo in alto a sinistra e poi bisognava riavviare lo script.

Tra una mongolfiera e l’altra inserivo cassette di giochi e regolavo la testina. Intrigante. Però smisi di programmare fino a quando ebbi la necessità di crearmi un futuro.

Tempo dopo, sempre mio babbo comprò un Amiga 64 sul quale giocai tantissimo ad un gioco di elicotteri del quale non ricordo il nome e provai workbench, il mio primo ambiente desktop.

Negli anni successivi nella Biblioteca di Cesenatico arrivò il PC con Windows 95 e Simcity. E così diventai un utente fisso della struttura.

My studies

Nella primavera del 1999 dopo anni passati tra sala giochi e giochi sui computer gentilmente concessi da mio babbo, decisi di smettere di fare il nullafacente e mi decisi ad affrontare un corso su AutoCAD.

Mi appassionò alquanto e nei due anni successivi feci un corso di HTML e CSS all’Enaip di Cesena ed uno di 6 mesi sulla programmazione (principalmente verteva su Visual Basic 6) all’Enaip di Forlì che mi diede un diploma.

Ne uscii con le ossa rotte, tanta confusione, poco coraggio, ma tanta voglia di comprendere ed andare avanti. La scelta era stata giusta.

Comprai un centinaio di libri di informatica, di ogni programma, linguaggio di programmazione o sistema operativo che mi incuriosisse. Li conservo ancora in cantina, molti dei quali solo sfogliati. Ma tanti indizi e nessuna risposta.

The answer

Mi sporcai le mani su siti web fatti in casa ma i dubbi e le perplessità su questo e quell’argomento erano durissimi da affrontare. Anche se cercavo su internet delle risposte, tardavo a farle mie. Ma per me tutto era un mondo da scoprire e da capire.

Ero come un ubriaco sull’albero maestro di una nave durante una tempesta.

Tempo dopo capii che bisognava fare e darsi degli obiettivi e così feci un sito web per me.

Lo feci da zero e ci misi due anni, anche perché lo facevo nel tempo libero dal lavoro. Riposi in esso tante speranze e non fu affatto semplice, ma quello che imparai fu molto costruttivo; anche se con .NET e SQL Server ero chiuso in un cerchio magico, quello del marketing e del closed source. Quello del “noi siamo l’innovazione che dovete seguire e quelli che dovete applaudire”. Quello del “hai, se usi i nostri strumenti se no sei out ed escluso”.

Io non volevo essere escluso dall’innovazione. Non volevo essere costretto dal marketing a seguire sogni di altri. Non volevo applaudire a chi mi chiudeva in una bolla con poche e costose prerogative.

Fu così che un bel giorno, decisi di passare all’open source, sebbene avessi anni di esperienza in prodotti e linguaggi Microsoft.

Ci passai del tutto a parte la routine del lavoro. Comprai Android al posto del mio iPhone e del mio iPad. Installai su tutti i computer che mi passavano per le mani Linux. Iniziai a frequentare il Rimini LUG e con una grande sete di conoscenza iniziai a studiare questo sistema operativo, oltre che node.js, react, wordpress e domotica con Raspberry Pi e Google Home.

Freedom

La libertà è per chi può permettersi di pagare il riscatto, ed io lo sto pagando col mio impegno, con la perseveranza nello studio, con la passione per l’innovazione e con una buona dose di pazienza.

Non voglio farmi rubare il tempo da chi ha tutto l’interesse a farmi schiavo delle abitudini che crea.

Anche se non ho tutto, ho tutto ciò che mi serve.

Faccio volentieri a meno dei sogni e dei progetti degli altri. Voglio concentrarmi sui miei, voglio concentrarmi su di me. Voglio crescere libero, voglio far maturare i miei sogni e voglio concedermi abitudini sane e che mi aiutino ad essere ancora più libero. Perché alla fine del giro, la libertà è una conquista che va a braccetto con scelte ponderate, buone e coraggiose.